Zolfo bagnabile: dosi, colture e lettura dell’etichetta
Il riferimento di questa guida è Microthiol Disperss, registrazione 1583, etichetta del 5 luglio 2024. Al 26 ottobre 2026 il dataset ministeriale lo riporta come «Ri-registrato». Le etichette dei formulati sono nella banca dati ministeriale, che mostra l’ultima etichetta autorizzata. Prima di leggere dosi e limiti, confronta denominazione e numero di registrazione con la confezione che hai in magazzino: se non coincidono, la riga dell’etichetta non vale per il tuo prodotto.
Microthiol Disperss fungicida: etichetta, composizione e confezioni
In uno zolfo bagnabile 80 come Microthiol Disperss, 100 grammi contengono 80 g di zolfo puro, esente da selenio. Il modo d’azione è multisito (codice FRAC M 02). Il contenuto netto va da 250 g a 25 kg.
Zolfo bagnabile, bagnato, solubile e micronizzato: i nomi e la formulazione
Con «zolfo bagnabile», «zolfo bagnato» o «zolfo bagnabile micronizzato» si cerca lo zolfo da distribuire in acqua. Microthiol Disperss è formulato in microgranuli idrodisperdibili per trattamenti liquidi.
Zolfo bagnabile Bayer: dosi e stato del prodotto
Chi cerca le dosi dello zolfo bagnabile Bayer trova nel dataset ministeriale tre formulati con questo nome, tutti «Revocato»: Zolfo Bagnabile Bayer (registrazione 2449, polvere bagnabile con zolfo, decorrenza della revoca 1° luglio 2012), Zolfo WG Bayer (4491, microgranulare, stessa decorrenza) e Zolfo Bagnabile 80 Bayer (1496, decorrenza 25 luglio 1991). Le dosi di un prodotto revocato non si applicano: per lo zolfo bagnabile in commercio leggi la dose nell’etichetta del formulato che hai, come quella di Microthiol Disperss riportata sotto.
Dosaggio dello zolfo bagnabile per l’oidio
L’etichetta definisce il dosaggio per Coltura, Avversità, Dose Kg/ha e Note, con numero massimo di applicazioni, intervallo minimo, volume di irrorazione e quantità massima annua. Leggi le colonne insieme e calcola con la riga completa, non con la sola dose.
Dosi per dieci litri
L’etichetta di Microthiol non dà una dose per 10 litri: la dose è in kg/ha e il volume d’irrorazione sulla vite è 100–1800 L/ha. Per sapere quanto zolfo mettere in una botte, parti dalla superficie che la botte copre: dose per ettaro × ettari trattati con quel carico, con il volume d’acqua che scegli nel range dell’etichetta. Poi controlla numero di applicazioni, intervalli e totale annuo.
Zolfo contro l’oidio della vite
Contro l’oidio della vite, Erysiphe necator, Microthiol si impiega a 2–4 kg/ha con bassa pressione della malattia, a 4–8 kg/ha nei casi mediamente gravi e a 8–12,5 kg/ha nei casi gravi. Fra i passaggi passano almeno cinque giorni; il massimo è di sedici applicazioni e 125 kg/ha all’anno.
Sulla vite l’etichetta comprende anche escoriosi ed eriofidi. Cerca sempre la riga esatta di coltura e avversità, e scegli la dose in base alla pressione della malattia.
Olivo, orticole e cereali
Sull’olivo Microthiol è indicato contro oidio, lebbra e occhio di pavone a 6-10 kg/ha, a partire da inizio sviluppo frutti. Su pomodoro, peperone e melanzana la dose è 3-7,5 kg/ha dalla terza foglia sviluppata, contro oidio e acari. Le cucurbitacee hanno una riga propria, 3-7,5 kg/ha dalla terza foglia sviluppata. Sui cereali, contro l’oidio, è 5-8 kg/ha da inizio accestimento. Sugli agrumi, contro oidio, acari e septoria, è 6-10 kg/ha da formazione dell’infiorescenza a raccolta. Sulla fragola, contro oidio e acari, è 3-7,5 kg/ha dallo sviluppo della giovane pianta; sulla barbabietola da zucchero, contro oidio e cercospora, è 5-7,5 kg/ha dall’ottava foglia sviluppata. L’uso in serra è consentito solo per le colture contrassegnate da asterisco. Prima di confrontare le dosi, scegli coltura e ambiente (campo o serra), perché le righe sono separate. Anche su pomacee e drupacee guarda fase del ciclo e avversità: usa la riga della tua coltura e le sue note.
Zolfo contro la peronospora
L’etichetta di Microthiol non ha una riga per la peronospora della vite. La norma tecnica dell’Emilia-Romagna 2026 ammette lo zolfo contro la peronospora fino alla prefioritura, con formulati in miscela con rame. Per la peronospora, quindi, verifica che il formulato che hai scelto abbia questa avversità fra gli impieghi in etichetta.
Meglio zolfo in polvere o bagnabile? Come confrontarli
In Emilia-Romagna, nelle zone ad alto rischio di oidio, alla prechiusura del grappolo è da preferire lo zolfo in polvere (polverulento). Per confrontare i due, procurati l’etichetta dell’esatto preparato in polvere e metti a confronto formulazione, modo di distribuzione e dose. Con Microthiol si disperdono i microgranuli in acqua; con uno zolfo in polvere si seguono l’attrezzatura e la distribuzione della sua etichetta.
Quando usarlo
Il momento dipende dalla coltura: ogni riga dell’etichetta indica la fase di partenza, per esempio l’inizio sviluppo frutti sull’olivo o la terza foglia sviluppata su pomodoro. Per la vite il criterio regionale è nella sezione sull’antioidico più sotto.
Preparazione della miscela
Microthiol si versa direttamente nella botte riempita per tre quarti con acqua, con l’agitatore spento; si aggiunge il resto dell’acqua, si attende la completa dispersione e si avvia l’agitatore. Le istruzioni operative prendile dall’etichetta dell’esatto formulato, non da una scheda commerciale: la pagina del produttore serve per arrivare al documento, l’ultima etichetta autorizzata è nella banca dati ministeriale.
Fitotossicità e sensibilità delle piante
Alle temperature elevate e alle dosi alte Microthiol può essere fitotossico, per cui si impiega alle dosi consigliate nelle ore più fresche della giornata. Le mele sensibili sono Black Ben Davis, Black Stayman, Calvilla bianca, Commercio, Golden Delicious, Jonathan, Imperatore, Renetta, Rome Beauty, Stayman Red e Winesap; le pere Buona Luisa d’Avranches, Contessa di Parigi, Kaiser Alexander, Olivier de Serres, William e Decana del Comizio. Alle dosi più alte si raccomandano saggi preliminari sui vitigni sensibili. Controlla gli elenchi delle cultivar sensibili prima di trattare melo, pero e vite.
Tieni il registro dei trattamenti in un unico posto. Inizia gratis.
L’etichetta vieta l’applicazione con mezzi aerei e prescrive di operare in assenza di vento.
Acqua, margini e prescrizioni supplementari
Le Prescrizioni supplementari proteggono acque e artropodi non bersaglio: la fascia non trattata dipende dalla coltura, dall’applicazione precoce (P) o tardiva (T) e dagli ugelli che riducono la deriva. Su vite, olivo, agrumi, pomacee e drupacee con applicazioni tardive è di 10 metri, ridotti a 5 con ugelli che abbattono la deriva del 50%; per pomacee e drupacee con applicazioni precoci è di 20 metri. Per trovare la fascia della tua coltura, scegli gruppo colturale, applicazione precoce o tardiva e ugelli antideriva, e leggi la legenda del prospetto.
Programma e registro della stagione
I limiti annui e gli intervalli della tabella sono distinti dalla quantità di un singolo passaggio. Nel riepilogo della stagione annota i passaggi effettivamente fatti prima di decidere un altro trattamento; se un trattamento è stato annullato, segnala che era soltanto in programma.
Zolfo bagnabile, mal bianco e tempo di carenza
La tabella di Microthiol non ha una colonna con il tempo di carenza. Per le miscele l’etichetta prescrive di rispettare il periodo di carenza più lungo fra i formulati. Dopo oli minerali o captano devono passare almeno tre settimane prima del trattamento con Microthiol. Su pomodori e zucchine, per il mal bianco, scegli la riga delle orticole della tua specie e tieni nota se il trattamento è in campo o in serra.
Per lo zolfo bagnabile in biologico c’è la verifica della sostanza e del formulato. Se confronti un prodotto di un’altra ditta o uno zolfo ramato, identifica prima formulazione e componenti e non riprendere la dose da un’altra etichetta. Per uno zolfo colloidale o un preparato presentato come sistemico, controlla modo d’azione e impiego sull’etichetta della confezione.
Antioidico per la vite: come scegliere l’intervento
In Emilia-Romagna la norma tecnica 2026 della vite chiede di intervenire contro l’oidio sulla base dell’andamento climatico, preferendo i prodotti più efficaci nelle fasi più critiche, che i bollettini provinciali segnalano di volta in volta. Dopo l’invaiatura si limita l’uso dello zolfo per evitare problemi in vinificazione.
Le sostanze ammesse contro l’oidio comprendono zolfo, microrganismi come Bacillus amyloliquefaciens e Ampelomyces quisqualis, bicarbonato di potassio e fungicidi di sintesi. Per questi ultimi la colonna dei limiti indica il numero massimo di interventi per sostanza attiva, valido qualunque sia l’avversità, e per i gruppi di sostanze. Per esempio, tra pyriofenone e metrafenone si fanno al massimo 3 interventi, e il cyflufenamide ne ha 2.
L’oidio della vite si trova come Erysiphe necator (etichetta di Microthiol) e come Uncinula necator (norma tecnica regionale): è lo stesso fungo.
Compatibilità tra fitofarmaci: formulati e prove
Le interazioni fra fitofarmaci comprendono sinergismo, antagonismo, fitotossicità e problemi fisici della miscela. Prima di mettere due interventi nella stessa botte, esamina tutti i componenti. Per ciascuno annota nome commerciale, titolare, autorizzazione, sostanze attive e formulazione, poi confronta coltura, avversità e istruzioni d’impiego. Per ritrovare l’identità ministeriale di un prodotto usa la banca dati fitofarmaci.
Rame e zolfo bagnabile
Fra le incompatibilità dell’etichetta di Microthiol il rame non compare; l’etichetta lo dichiara compatibile con la maggior parte degli agrofarmaci autorizzati. Le tabelle di miscibilità delle ditte sono spesso limitate ai soli prodotti di loro produzione. Per rame e zolfo, o per Pasta Caffaro e zolfo, cerca perciò la combinazione esatta fra i due formulati completi. Ossicloruro di rame e Pasta Caffaro non sono nominati nell’etichetta di Microthiol.
Prodotti fitosanitari alcalini: come riconoscere i fitofarmaci a reazione alcalina
Microthiol non è compatibile con antiparassitari alcalini, captano od oli minerali. Per un altro prodotto, cerca l’avvertenza sulla reazione alcalina nel suo formulato e, nella scheda di sicurezza, le sezioni su proprietà fisiche e chimiche e su stabilità e reattività (materiali incompatibili). Per orientarti usa la guida alle schede di sicurezza.
Effetti delle incompatibilità
Le incompatibilità possono causare precipitazione, insolubilizzazione, perdita di efficacia, danni alla coltura e intasamenti dell’irroratrice; conta anche la sensibilità di specie e varietà.
Prova preliminare
Per Microthiol, in caso di dubbio sulla miscela, l’etichetta consiglia una prova preliminare su piccola scala. Una miscela può sembrare omogenea e perdere efficacia o danneggiare la coltura: nella prova guarda separatamente compatibilità fisica, attività e tolleranza della coltura, e scrivi prodotti, condizioni ed esito. Per l’ordine di introduzione segui le istruzioni d’etichetta di ciascun componente, tenendo conto delle formulazioni.
Carenza e intervalli di una miscela
Per ogni componente della miscela tieni il riferimento alla voce dell’etichetta che vale per il tuo impiego: non sostituire le prescrizioni con un solo numero segnato sul calendario.
Attrezzatura
I precipitati possono intasare filtri, pompe e ugelli; sulla macchina vedi la guida al controllo funzionale delle irroratrici.
Nuova etichettatura dal 2028
Il regolamento 2026/1123 introduce un nuovo quadro di etichettatura e ne stabilisce l'applicazione dal 1° gennaio 2028. L'articolo 12 contiene le disposizioni transitorie per le etichette delle autorizzazioni basate su domande precedenti a quella data.
Prossimo passo
Etichette dei formulati: banca dati fitofarmaci. Schede di sicurezza: guida alle schede di sicurezza. Prima di trattare riunisci etichette e schede di sicurezza di tutti i formulati, la coltura e i dati della macchina, e conserva la nota sulla combinazione scelta.