Per decidere se spandere, guardate l’emissione che copre il giorno del lavoro, scegliete la riga della vostra area provinciale (pianura o collina), poi la colonna del materiale e della coltura, e solo dopo controllate legenda e condizioni del terreno.

Il riferimento normativo è il Regolamento regionale 19 marzo 2024, n. 2, indicato nella raccolta regionale degli atti in vigore. Gli articoli 17 e 38 disciplinano rispettivamente i periodi delle zone vulnerabili e delle zone non vulnerabili.

Agrometeo e nitrati: leggere il bollettino e i vincoli

Quando viene emesso il bollettino

Il bollettino nitrati e aria esce con cadenza tri-settimanale, a novembre, gennaio e febbraio, ogni lunedì, mercoledì e venerdì. Le decisioni considerano precipitazioni previste, deficit idrico stimato e limitazioni della qualità dell’aria.

Il numero 39 del 27 febbraio 2026 è valido solo per sabato 28 febbraio 2026. Con quell’emissione il bollettino sospende le sue pubblicazioni ai sensi del Regolamento regionale n. 2/2024, e il numero successivo era annunciato per venerdì 30 ottobre 2026. Dal 1° al 31 marzo 2026 la distribuzione dei fertilizzanti azotati segue le misure emergenziali per la qualità dell’aria del Piano Aria Integrato Regionale PAIR 2030.

Zone vulnerabili (ZVN) e ordinarie (ZO) sulla mappa

Le aree non ZVN sono le zone ordinarie (ZO). Nel Catalogo dei suoli i pannelli catasto e temi > altri temi mostrano se una particella ricade nelle Zone vulnerabili ai nitrati; nel Catalogo dati ambientali la base è la Carta tecnica. In entrambi i casi le foto aeree si visualizzano come sfondo cartografico.

Sono ZVN anche le zone assimilate, comprese zone di rispetto delle captazioni e fasce fluviali individuate dal piano. Per la vostra particella confrontate la delimitazione sulla mappa e non date per scontato che sia ordinaria solo perché il comune vicino lo è.

Sì, No e Sì Eco nel bollettino

Nel bollettino del 27 febbraio 2026, Sì indica distribuzione ammessa, No distribuzione vietata e Sì Eco distribuzione ammessa con riserva. Il trattino è spiegato come assenza di vincolo nella tabella; i richiami mantengono però i divieti legati allo stato del terreno e alla pioggia.

Se una cella rimanda a un’altra tabella (per esempio a quella delle ZVN), seguite il rinvio scritto invece di copiare il valore della provincia vicina. Se il bollettino distingue pianura e Appennino, mantenete la stessa distinzione nel promemoria che consegnate a chi esegue il lavoro.

Il calendario delle zone vulnerabili

Prima di leggere il calendario stabilite materiale (liquame, letame, digestato palabile o no, concime azotato) e coltura o stato del campo in quel momento (prato, cereale autunno-vernino, terreno nudo o con residui). Il periodo di divieto cambia con queste due risposte.

La stagione autunno-invernale regolata dall’articolo 17 va dal 1° novembre al 28 febbraio. Il divieto copre effluenti di allevamento, digestato, fertilizzanti azotati e correttivi da materiali biologici.

Il comma 3 fissa un divieto più breve, di trenta giorni dal 15 dicembre al 15 gennaio. Vale per l’ammendante compostato misto e verde con azoto totale sotto il 2,5% sul secco, e per i letami bovino, ovicaprino e di equidi su prati con prevalenza di graminacee, medicai dal terzo anno compresi, e in pre-impianto su colture orticole.

Il comma 4, lettera a, vieta per novanta giorni, tra il 1° novembre e il 28 febbraio, letami e digestato palabile, concimi azotati, ammendanti organici, biomasse vegetali e correttivi da materiali biologici. La lettera b estende il divieto a liquami e digestato non palabile su terreni con colture in atto: prati, medicai dal terzo anno d'impianto, cereali autunno-vernini, colture arboree inerbite, terreni in preparazione per la semina primaverile anticipata (entro febbraio).

Per le categorie dell’articolo 17, comma 4, il divieto dura novanta giorni. Sessantadue sono continuativi, dal primo dicembre al trentuno gennaio; i restanti ventotto dipendono dall’andamento meteorologico di novembre e febbraio. Le giornate si ricavano dai bollettini. Con atto del Direttore generale competente in materia ambientale la Regione può disporre una diversa decorrenza e una diversa organizzazione dei periodi, sulla base dei dati agrometeorologici di Arpae.

Il comma 6 prolunga il divieto a 120 giorni, dal 1° novembre al 28 febbraio, per liquami e digestato non palabile su colture diverse da quelle del comma 4 e su terreni privi di colture o con residui colturali.

Le deiezioni di avicunicoli essiccate con processo rapido, con sostanza secca oltre il 65%, restano vietate dal 1° novembre all’ultimo giorno di febbraio. Il comma 9 esclude dalle regole dell’articolo le colture protette con coperture impermeabili, perché non rilasciano azoto nelle acque.

Il calendario delle zone ordinarie

L'articolo 38 fissa i divieti delle zone non vulnerabili. Letame bovino, equino e ovicaprino e digestato palabile su terreni privi di colture sono vietati dal 1° dicembre al 31 gennaio; su prati con prevalenza di graminacee, colture arboree inerbite, pre-impianto di orticole e terreni in preparazione per la semina primaverile anticipata sono sempre ammessi.

Liquami e digestato non palabile su prati, medicai dal terzo anno, cereali autunno-vernini, colture arboree inerbite e semina primaverile anticipata sono vietati dal 1° dicembre al 31 gennaio; su altre colture dal 1° novembre al 31 gennaio; su terreni privi di colture o con residui colturali per 92 giorni dal 1° novembre al 31 gennaio. Il divieto può essere sospeso sulla base del bollettino nitrati a gennaio su prati e medicai dal terzo anno e a novembre su terreni privi di colture o con residui colturali.

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Come si distribuisce quando il divieto non c’è

L’articolo 18 chiede un’applicazione uniforme e il frazionamento della dose in più passaggi nell’anno. I liquami e il digestato non palabile si distribuiscono a pressioni di esercizio inferiori a 6 atmosfere all’uscita del sistema. In Pianura est, Pianura ovest e Agglomerato, con pendenza media sotto il 15%, il limite scende a 2 atmosfere e non è ammesso il lancio in pressione dai «gettoni».

Su terreno nudo o con residui colturali liquami e digestato non palabile vanno incorporati durante lo spandimento o entro 24 ore. Dal 1° ottobre al 31 marzo il termine scende a 12 ore in Pianura est, Pianura ovest e Agglomerato.

Terreni in pendenza

Il divieto vale anche in caso di rischio significativo di perdite di nutrienti per dilavamento e percolazione. L’articolo 6 vieta di usare liquami e digestato non palabile su appezzamenti con pendenza media superiore al 10%. Fino al 20% di pendenza l’uso è consentito con misure contro il ruscellamento. Per letami, digestato palabile e fertilizzanti azotati, oltre il 10% di pendenza devono essere assicurate la copertura vegetale del suolo e, dove possibile, pratiche appropriate di conservazione del suolo.

Riserva ambientale e condizioni del terreno

Resta il divieto di utilizzazione agronomica di tutti i fertilizzanti sui terreni gelati, innevati, con falda acquifera affiorante, con frane in atto, su terreni saturi d’acqua e nei giorni di pioggia.

Nel caso storico del 27 febbraio 2026, Sì Eco consentiva lo spandimento di liquami e digestato non palabile esclusivamente con interramento immediato, iniezione diretta al suolo o tecniche assimilate. Prima di ogni lavorazione riaprite la legenda dell’emissione valida per quel giorno e confrontate le tecniche ammesse con quelle che avete davvero in azienda.

Piano di utilizzazione agronomica (PUA)

Il Piano di utilizzazione agronomica, o PUA, è il principale strumento tecnico del Programma d’azione per le zone vulnerabili ai nitrati e serve a ottenere un sostanziale equilibrio tra l’azoto che si intende apportare al terreno e il fabbisogno delle colture. È un documento previsionale, da aggiornare in corso d'opera e da mantenere presso la sede dell'azienda. Il PUA con la guida alla compilazione è tra gli «Applicativi e link utili» di Effluenti e nitrati.

Il file «Piano di utilizzazione agronomica PUA 2025.xlsm» è alla pagina del PUA 2025. Quando aggiornate i dati aziendali, lasciate riconoscibile l’edizione del file da cui siete partiti.

Quaderno di campagna: concimazioni e piano

Nel quaderno tenete separati il piano (cosa avete previsto: quantità, tempi, modalità) e gli apporti effettivi (cosa è stato distribuito e quando). Se chiedete un parere a un tecnico, indicate sempre data, area provinciale, ZVN o ZO, materiale e coltura: «digestato a novembre» da solo non basta, perché gli articoli 17 e 38 danno periodi diversi.

Il Piano di fertilizzazione supporta la definizione di quantità, tempi e modalità di impiego dei fertilizzanti per coltura e per anno, con il metodo del Bilancio o delle Schede Standard dei Disciplinari di produzione integrata. Il foglio di calcolo FertDPI edizione 2026 è nella pagina ufficiale Suolo e fertilizzazione. Annotate quale metodo avete scelto e aggiornate i dati a ogni annata.

Quali dati contiene il registro

Il registro delle fertilizzazioni riporta informazioni sull’appezzamento (coltura, parcella dichiarativa, riferimento catastale e ZVN), data, fertilizzante, titolo degli elementi, quantità e superficie. Sono i contenuti minimi del «registro delle fertilizzazioni» nelle Norme generali 2026 dei Disciplinari di produzione integrata, capitolo 17.2.

Nelle ZVN il regolamento regionale (articolo 20) impone di registrare ogni distribuzione entro quindici giorni dall’intervento: appezzamenti per coltura con i codici delle particelle catastali, coltura, data, tipo di fertilizzante azotato, contenuto in azoto (titolo) e quantità totale. Registro e copia della carta tecnica regionale con gli appezzamenti si conservano per almeno 2 anni.

Nel registro scrivete accanto al nome che l’azienda dà al fondo anche la parcella catastale, così il dato si ritrova nelle carte regionali.

Rame e finalità dell’apporto

I fertilizzanti contenenti rame vanno registrati nel rispetto dei limiti di impiego del rame, considerando anche le quantità impiegate con finalità fitosanitarie. Preparate quindi l’elenco completo degli apporti di rame, compresi i prodotti fitosanitari, e annotate lo scopo di ciascuno.

Suolo, coltura e fabbisogno: gli ingressi del piano

Per la fertilizzazione la Regione indica come informazioni da considerare: caratteristiche fisiche dei suoli e tenore dei nutrienti; colture e successione; previsioni di resa e fabbisogni; epoche e dosi più efficienti; caratteristiche dei fertilizzanti; incidenza delle precipitazioni.

Prossimo passo

Prima di spandere: individuate particella (ZVN o ZO) e materiale, aprite il bollettino valido per la data prevista e leggete insieme riga territoriale e legenda. Il bollettino Arpae riporta per ogni area provinciale e zona (ZVN o ZO) se la distribuzione è ammessa, vietata, ammessa con riserva o senza vincolo.