Il quaderno di campagna raccoglie le informazioni sulle operazioni aziendali; per i prodotti fitosanitari il riferimento nazionale è il registro dei trattamenti dell’articolo 16 del decreto legislativo 150/2012. La norma descrive un modulo cronologico oppure moduli distinti per coltura, con dati dell’azienda e delle applicazioni. [1]
Questo percorso italiano ti aiuta a scegliere il lavoro da fare: compilare una riga, riconoscere un modello, ricevere il documento del contoterzista, preparare l’archivio o organizzare il passaggio elettronico. Ogni guida affronta una situazione precisa e conserva i riferimenti alle fonti utilizzate.
Scegli il percorso per la tua situazione
| Lavoro da affrontare | Guida |
|---|---|
| Valutare un servizio gratuito, un’app o una licenza aperta | Quaderno di campagna online gratis |
| Leggere le versioni e le funzioni dichiarate dal fornitore | Quaderno di campagna Image Line: QdC |
| Distinguere obbligo, servizio telematico e facsimile | Obbligo del quaderno telematico e facsimile |
| Preparare i registri del 2026 per il formato elettronico | Quaderno di campagna digitale |
| Confrontare modelli stampabili, PDF e fogli di lavoro | Modelli e formati del quaderno |
| Inserire dati, localizzazione e codici della coltura | Come compilare il quaderno: EPPO e BBCH |
| Ricevere un trattamento eseguito da un’impresa esterna | Registro del contoterzista |
| Preparare registro SQNPI e documenti delle irroratrici nelle due province | Quaderno di campagna in Trentino e confronto con l’Alto Adige |
| Organizzare raccolta e accesso alle aree trattate | Tempo di carenza e tempo di rientro |
Se stai iniziando una campagna, prepara prima l’identificazione dell’azienda e delle superfici. Se stai riordinando documenti già esistenti, comincia dal loro elenco e dalla provenienza. Mantieni un riferimento condiviso fra chi lavora in campo e chi cura la registrazione.
A chi si applica il registro nazionale
L’articolo 16, comma 3, si rivolge agli acquirenti e agli utilizzatori di prodotti fitosanitari. Il comma 4 comprende anche gli interventi per la difesa delle derrate alimentari immagazzinate e gli impieghi extra-agricoli. [1]
L’esenzione espressamente descritta riguarda i soggetti che utilizzano i prodotti esclusivamente in orti e giardini familiari il cui raccolto è destinato al consumo proprio. La formulazione collega l’esenzione sia al tipo di utilizzo sia alla destinazione del raccolto. [1]
Quando prepari la documentazione, identifica il soggetto e l’attività cui appartiene ogni insieme di applicazioni. Per un’azienda con più luoghi di lavoro crea un indice che consenta di ricondurre la registrazione all’unità interessata. Se il documento proviene dall’esterno, conserva anche il nominativo del referente che può spiegare le annotazioni.
Che cosa annotare per ogni intervento
Il nucleo nazionale comprende anagrafica dell’azienda, denominazione della coltura ed estensione in ettari, data del trattamento, prodotto e quantità impiegata in chilogrammi o litri, oltre all’avversità che ha reso necessario l’intervento. Il testo include tutti i prodotti utilizzati, anche quelli non classificati nelle classi di pericolo elencate dalla norma. [1]
L’allegato europeo organizza ulteriormente il contenuto secondo tre tipologie: superfici, ambienti chiusi, sementi o materiale di moltiplicazione. Comprende nome e autorizzazione del prodotto, data, dose, identificazione dell’unità e dimensione o quantità trattata; le altre informazioni dipendono dalla tipologia e dalle condizioni specificate. [2]
Durante la preparazione di un foglio di lavoro scrivi il significato delle colonne. Mantieni distinte quantità complessiva, dose riferita a un’unità e superficie o materiale trattato. Usa la guida alla compilazione per leggere questi campi e costruire una corrispondenza con il documento che già possiedi.
Quando registrare e quando convertire
Il comma 3 nazionale indica la registrazione entro il periodo della raccolta e comunque al più tardi entro trenta giorni dall’esecuzione del trattamento. L’articolo 3 europeo richiede l’annotazione di ogni utilizzo senza indebito ritardo e disciplina separatamente il trasferimento nel formato elettronico. [1][2]
Per gli utilizzi sul territorio italiano il decreto 30 dicembre 2025 fissa la conversione elettronica entro il 31 dicembre 2026. La scadenza riguarda il passaggio dei registri nel formato prescritto. [3]
Nella tua organizzazione assegna responsabilità riconoscibili alla raccolta delle informazioni e al loro trasferimento. Prepara un elenco dei documenti da convertire, segnando quali sono già stati confrontati con il risultato. Conserva le questioni aperte vicino alla registrazione interessata, così che il compilatore possa completarla con le informazioni effettive.
La guida al digitale propone una procedura di preparazione per la campagna. La guida PDF ed Excel affronta la lettura dei modelli e la prova dei dati esportati.
Archivio: registro, fatture e documenti collegati
Il registro va conservato almeno per i tre anni successivi a quello cui si riferiscono gli interventi annotati. L’articolo 16, comma 4, prevede inoltre la conservazione idonea, per tre anni, delle fatture di acquisto e delle copie dei moduli di acquisto relativi ai prodotti nelle classificazioni richiamate dal testo. [1]
Esempio di lettura del periodo minimo del registro: per interventi annotati nell’anno 2026, i tre anni successivi sono 2027, 2028 e 2029. È l’applicazione aritmetica della formulazione dell’articolo 16 al solo registro dei trattamenti, non una valutazione degli altri obblighi documentali dell’azienda. [1]
Prepara una cartella per campagna con un indice iniziale. Inserisci il registro, i documenti dei trattamenti ricevuti e i riferimenti alle fatture. Mantieni riconoscibili data, emittente e oggetto di ciascun documento. Per i file conserva un nome che distingua azienda, periodo e versione.
Se l’archivio passa da una persona a un’altra, consegna anche il criterio di ordinamento. Esegui una ricerca di prova: trova un trattamento, recupera il suo documento e individua l’eventuale fattura collegata. Annota le difficoltà e chiarisci le denominazioni che richiedono conoscenze personali per essere interpretate.
La norma contempla una specifica collocazione per le cooperative che acquistano prodotti ed eseguono trattamenti per i soci: il registro può essere conservato presso la sede sociale, con compilazione e sottoscrizione del legale rappresentante previa delega dei soci. [1]
Nell’indice dell’azienda scrivi dove si trova effettivamente il documento e chi lo rende disponibile. Mantieni le deleghe collegate ai soggetti interessati. In questo modo la ricerca parte da un riferimento documentale e da un recapito operativo.
Chi compila quando il lavoro è affidato ad altri
Il comma 4 descrive sia il modulo rilasciato dal contoterzista per ciascun trattamento, da allegare al registro compilato dal titolare, sia l’annotazione diretta del contoterzista con controfirma di ogni intervento. Prevede inoltre l’utilizzatore diverso dal titolare, il ricorso al CAA con notifica alla ASL e le situazioni di delega scritta indicate dal testo. [1]
La Regione Toscana richiama anche l’informazione preventiva al committente sugli aspetti sanitari e ambientali, compresi gli intervalli di sicurezza e rientro. Quando il prestatore acquista i prodotti, descrive le informazioni aggiuntive in fattura e il registro di carico e scarico del contoterzista. [4]
Per il tuo servizio prepara un riferimento che permetta di collegare ordine, applicazione e consegna. Identifica chi riceve i documenti e chi li porta nel quaderno aziendale. La guida del contoterzista sviluppa le alternative, la delega e il confronto fra documenti.
Usare il registro per organizzare i lavori successivi
Le guide di sicurezza distinguono l’attesa prima della raccolta dal rientro nell’area trattata. La scheda emiliano-romagnola cita, fra le attività di rientro, legatura dei tralci, spollonatura, potatura e diradamento. [5]
Prepara un promemoria che identifichi l’area interessata e il documento dell’applicazione. Consegna le informazioni a chi organizza il lavoro successivo e mantieni il collegamento alla registrazione. Se il programma cambia, aggiorna la superficie e l’attività cui il promemoria si riferisce.
La guida su carenza e rientro spiega come leggere le diverse voci dell’etichetta. Per il circuito di produzione integrata trentino e per i documenti provinciali di regolazione delle irroratrici, prosegui con la guida Trentino e Alto Adige.
Una consegna comprensibile anche a un sostituto
Riunisci l’indice della campagna, il registro e gli allegati citati. Specifica quale insieme è stato preparato per la consultazione e quale contiene le copie originali di lavoro. Verifica che i file si aprano e che i nomi permettano di riconoscere il periodo senza aprire ogni documento.
Chiedi a una persona diversa dal compilatore di cercare una registrazione usando data e appezzamento. Se manca una corrispondenza, aggiungila all’indice; se un allegato è ambiguo, chiarisci a quale intervento appartiene. Usa questa prova per rendere l’archivio trasferibile fra persone, stagioni e strumenti.
Come ordinare l’archivio quando cambiano i campi coltivati
Conserva un elenco delle superfici per ciascuna campagna e confrontalo con i nomi presenti nei moduli dei trattamenti. Se una denominazione locale rimane in uso mentre cambia il riferimento documentale, aggiungi una corrispondenza nell’indice. Mantieni riconoscibili i periodi cui appartengono le due descrizioni.
Quando acquisisci registrazioni da un collaboratore, conserva il documento così come è stato ricevuto. Aggiungi il collegamento alla superficie interessata dopo averlo chiarito con chi conosce il lavoro. Se una pagina riguarda più terreni, descrivi nell’indice quali applicazioni si riferiscono a ciascuna parte.
Il registro nazionale può essere tenuto in moduli distinti per coltura. La scelta del criterio organizzativo va accompagnata da un percorso che permetta di ritrovare le applicazioni, comprese quelle presenti in documenti di origine differente. [1]
Conservazione: preparare una ricerca attraverso gli anni
Scegli un trattamento di una campagna precedente e prova a recuperare il registro, il modulo eventualmente ricevuto dall’impresa esterna e la documentazione di acquisto pertinente. Annota quali riferimenti ti hanno permesso di collegare gli oggetti. Se una fattura descrive diversi prodotti, mantieni leggibile la corrispondenza con quello registrato nell’applicazione.
L’articolo 16 distingue il periodo minimo del registro, espresso come tre anni successivi all’anno degli interventi, dalla prescrizione triennale riferita alle fatture e ai moduli d’acquisto richiamati. Conserva nell’indice la categoria del documento e la campagna cui è collegato, senza attribuire automaticamente la stessa data iniziale a ogni oggetto dell’archivio. [1]
Per un fascicolo condiviso, scrivi chi custodisce le copie, quale persona può estrarle e dove si trova l’indice. Mantieni i nominativi aggiornati quando cambia il compilatore. Prova il reperimento da una postazione diversa, usando le istruzioni consegnate a un sostituto.
Che cosa cercare in un documento proveniente dall’esterno
Identifica mittente, azienda destinataria, periodo e contenuto. Per una registrazione del contoterzista cerca il collegamento con il singolo intervento; per un documento del gestore della produzione integrata cerca la campagna e l’ambito cui si riferisce; per un modello vuoto conserva ente e data dell’edizione.
Se ricevi una scansione incompleta, individua le pagine mancanti prima di trascrivere. Se il file comprende annotazioni di aziende differenti, separa nel tuo indice i riferimenti pertinenti. Per una sigla personale, conserva la spiegazione dell’autore invece di sostituirla con una interpretazione plausibile.
L’articolo 4 europeo prescrive al prestatore contrattuale di rendere disponibile l’accesso o una copia al committente senza ritardi o restrizioni indebiti. Organizza perciò il recapito della documentazione e il modo di richiedere un chiarimento su una determinata applicazione. [2]
Distinguere la registrazione dal programma di lavoro
Nel fascicolo mantieni riconoscibile ciò che descrive un’operazione eseguita e ciò che serve a programmarne una successiva. Per la raccolta conserva il riferimento alle applicazioni pertinenti; per il rientro individua il documento e l’area trattata; per una consegna al gestore conserva la versione del quaderno inviata.
Usa denominazioni esplicite nei nomi dei file e nell’indice: annotazione originale, copia di consultazione, esportazione, chiarimento oppure promemoria operativo. La distinzione è una proposta organizzativa per evitare che chi subentra confonda documenti con funzioni differenti.
Un controllo finale dell’insieme
Confronta l’elenco iniziale dei documenti con il pacchetto preparato. Apri gli allegati citati, controlla che le superfici siano identificabili e verifica la presenza dei riferimenti necessari a leggere le quantità. Se la cartella contiene materiali storici, mantieni visibile l’anno e l’identità dell’atto cui appartengono.
Raccogli le questioni aperte con una descrizione precisa e una persona incaricata. Dopo averle chiarite, conserva il riscontro insieme alla registrazione interessata. Il percorso documentale resta così comprensibile a chi gestisce il quaderno nella stagione successiva o deve reperire un’applicazione di un’annata precedente.
