Per compilare il quaderno di campagna identifica prima che cosa è stato trattato: una superficie, un ambiente chiuso oppure sementi o materiale di moltiplicazione. L’allegato del regolamento (UE) 2023/564 distingue queste categorie e assegna loro campi e grandezze differenti. [2]
Il registro nazionale previsto dall’articolo 16 del decreto legislativo 150/2012 comprende anagrafica aziendale, coltura e ettari, data, prodotto, quantità e avversità. Può essere cronologico oppure articolato in moduli per coltura. Leggi questi dati insieme alle informazioni europee applicabili all’intervento. [1][2]
Partire dall’applicazione realmente eseguita
Raccogli il documento di lavoro e identifica azienda, luogo e data. Confronta il nome della coltura con i riferimenti del tuo archivio. Se la nota proviene da un collaboratore, chiarisci subito il significato delle abbreviazioni che non riconosci.
Prepara una riga soltanto dopo aver individuato l’unità a cui appartiene il trattamento. Un nome d’uso aziendale può restare utile nell’indice, purché sia accompagnato dalla corrispondenza necessaria a ritrovare il luogo nei documenti pertinenti. Conserva tale corrispondenza in un elenco accessibile anche a chi sostituisce il compilatore.
Per le superfici, l’allegato usa l’unità fondiaria della domanda geospaziale ove disponibile. L’articolo 1 prevede metodi alternativi messi a disposizione dagli Stati membri quando quella identificazione non è possibile o non è richiesta per il tipo di utilizzo. [2]
Prodotto e autorizzazione nella stessa registrazione
L’allegato europeo richiede il nome del prodotto e il numero di autorizzazione per tutte le tipologie elencate. Nel trattamento delle superfici associa questi dati alla data e, ove pertinente, all’ora iniziale. [2]
Trascrivi la denominazione dal documento che identifica il formulato utilizzato. Mantieni leggibile il numero e ricontrollalo dopo un’importazione. Se il tuo archivio contiene un nome abbreviato, conserva il collegamento alla denominazione completa prima di utilizzare l’abbreviazione come chiave di ricerca.
La nota dell’allegato sull’ora richiama, ad esempio, gli impieghi limitati a determinate ore della giornata oppure quelli per i quali il momento dell’utilizzo è rilevante. L’informazione temporale va quindi interpretata rispetto allo specifico impiego. [2]
Quantità di prodotto, dose e dimensione trattata
| Tipo di utilizzo dell’allegato | Dose da registrare | Dimensione o quantità trattata |
|---|---|---|
| Superfici | Chilogrammi o litri di prodotto per ettaro | Ettari trattati |
| Ambienti chiusi | Chilogrammi o litri per metro cubo o metro quadrato | Volume o superficie del locale |
| Sementi e materiale di moltiplicazione | Chilogrammi o litri per chilogrammo, tonnellata o numero di semi | Chilogrammi, tonnellate o numero di semi trattati |
La tabella riprende le categorie e le grandezze dell’allegato; le sue note consentono gli adeguamenti delle unità nei casi appropriati. [2]
Scrivi il significato delle colonne nel foglio di lavoro. Per una voce chiamata «litri», specifica se si tratta di prodotto, miscela o altra grandezza presente nei documenti. Mantieni la quantità effettivamente utilizzata riconoscibile quando prepari anche un dato riferito all’unità di superficie o di materiale.
Esempio aritmetico di lettura della dose
Supponi, esclusivamente per illustrare la relazione fra grandezze, che una nota riporti 2 litri di prodotto distribuiti su 4 ettari. Il rapporto è 2 ÷ 4 = 0,5 litri per ettaro. Il valore deriva dai numeri ipotetici dell’esempio e non costituisce una dose da applicare.
Nel tuo registro usa i valori dell’intervento documentato. Conserva sia la grandezza di partenza sia il denominatore impiegato nel calcolo, così da poter ricostruire il passaggio. Se la superficie è diversa da quella inizialmente programmata, parti da ciò che è stato effettivamente registrato per quel lavoro.
EPPO: identificare colture, organismi e situazioni
EPPO presenta i propri codici come un sistema armonizzato per gestire i nomi di piante e organismi nocivi nelle banche dati e scambiare informazioni fra sistemi informatici. Ogni taxon è rappresentato da un codice unico; la banca dati comprende nome scientifico preferito, sinonimi, nomi comuni e informazioni tassonomiche. [3]
Durante la compilazione confronta la coltura indicata nella nota con la denominazione trovata nella banca dati. Conserva nell’anagrafica aziendale la corrispondenza scelta, insieme al nome leggibile. Se incontri un sinonimo, verifica a quale nome preferito è collegato prima di creare una seconda voce per la medesima coltura.
La pagina EPPO spiega che i codici delle piante coltivate e spontanee sono generalmente formati da cinque lettere, mentre quelli degli organismi nocivi e patogeni ne hanno sei. Precisa inoltre che, quando cambia il nome scientifico per ragioni tassonomiche, il codice rimane invariato. [3]
Questo aiuta a leggere un vecchio archivio: una differenza nella denominazione scientifica richiede il confronto della corrispondenza, anziché l’automatica sostituzione di ogni codice. Mantieni una nota sulla voce verificata e sul nome usato nei documenti della campagna.
Il codice della coltura e quello della situazione d’uso
EPPO descrive una classificazione degli usi dei prodotti con sei elementi: colture o gruppi, oggetti trattati, bersagli, destinazioni delle colture, luoghi di utilizzo e trattamenti. Un uso è descritto dalla combinazione degli elementi pertinenti e dei loro codici. [4]
La pagina offre un esempio per il trattamento post-raccolta delle mele: MABSD per Malus domestica, 3HARFO per il raccolto fresco e 3INDRL per l’ambiente interno. È un esempio di classificazione pubblicato da EPPO. [4]
Utilizzalo per comprendere la struttura della descrizione. Nella tua scheda mantieni visibile che cosa identifica ciascuna voce, evitando di riunire in una sola colonna coltura, bersaglio e luogo. Il confronto deve preservare il significato del dato originario quando passi da una tabella a un programma.
EPPO distingue anche codici tassonomici e non tassonomici. Nella classificazione armonizzata, quelli non tassonomici di nuova costruzione iniziano con il numero 3 e terminano con una lettera collegata all’elemento descritto. [4]
BBCH: registrare lo stadio pertinente
L’allegato europeo richiama lo stadio di sviluppo secondo la monografia BBCH ove pertinente. La nota cita, per esempio, l’uso limitato a determinati stadi oppure i casi in cui lo stadio è rilevante per lo specifico impiego. EPPO precisa che lo stadio di crescita è una specificazione ulteriore, non codificata nel proprio sistema degli usi. [2][4]
Prepara quindi campi distinti per nome della coltura, codice EPPO e stadio. Raccogli l’osservazione riferita al momento dell’intervento, con il documento che permette di interpretarla. Non ricostruire uno stadio soltanto dalla data del calendario: chiedi l’informazione a chi ha documentato la situazione della coltura.
Nel confronto finale verifica che il dato appartenga alla stessa applicazione degli altri campi. Se importi più interventi contemporaneamente, presta attenzione alle righe con colture o situazioni diverse e alle caselle replicate automaticamente.
Agrumi, orticole, depositi e serre
Per agrumi o orticole trattati come superfici, la categoria dell’allegato richiede ettari e dose per ettaro, identificazione del luogo e informazioni sulla coltura o situazione. Per i trattamenti di ambienti chiusi il testo cita depositi, locali vuoti per cereali e serre permanenti della definizione richiamata. [2]
L’obbligo nazionale comprende anche la difesa delle derrate immagazzinate. L’inquadramento del singolo trattamento va accompagnato dalla scelta della categoria europea corrispondente all’attività realmente eseguita. [1][2]
Prepara una breve descrizione dell’oggetto trattato quando la denominazione del locale non chiarisce l’operazione. Mantieni nella cartella i riferimenti che consentono di distinguere applicazione su una superficie, trattamento del locale e trattamento del materiale presente. Per le sementi conserva il lotto quando applicabile, previsto dall’allegato accanto all’identificazione e alla quantità trattata. [2]
Controllo della riga prima dell’archivio
Rileggi la registrazione come farebbe chi non era presente in campo. Cerca prodotto, data e unità trattata. Controlla che le unità delle quantità siano esplicite e che i riferimenti agli allegati permettano di aprire i documenti corretti. Mantieni un elenco delle questioni risolte durante il confronto.
Se l’applicazione proviene da un servizio esterno, usa la guida al contoterzista per organizzare la consegna. Per confrontare la struttura di un vecchio documento consulta i modelli PDF del quaderno. La guida al digitale colloca il trasferimento nella campagna; il percorso italiano collega le altre situazioni.
Riconoscere specie e gruppi nella classificazione EPPO
La pagina sulla classificazione armonizzata cita SOLTU per la patata, Solanum tuberosum, e SECCE per la segale, Secale cereale. Per i gruppi colturali riporta, fra gli altri, 3CITC per le colture di agrumi, 3CERC per i cereali e 3LEGC per le leguminose. Questi esempi mostrano entità con un livello di descrizione differente. [4]
Quando prepari l’anagrafica, mantieni il nome del gruppo distinto da quello della specie effettivamente coltivata. Conserva la descrizione leggibile accanto al codice e verifica quale entità hai selezionato nella banca dati. Se il tuo archivio contiene una voce generica, segnala quale informazione deve essere precisata prima del suo utilizzo nella registrazione.
Per una coltura che corrisponde a più specie dello stesso genere, la pagina EPPO consiglia il codice del genere, offrendo l’esempio 1ABIG per Abies. Distingue questo caso da una singola specie non specificata. È un’indicazione della classificazione, utile per comprendere il livello tassonomico delle voci proposte. [4]
Le lettere finali dei codici non tassonomici
EPPO descrive la costruzione dei nuovi codici della propria classificazione con iniziale 3 e lettera finale associata all’elemento: C per gruppi colturali, O per oggetti trattati, T per bersagli, D per destinazioni, L per luoghi e M per trattamenti. [4]
Usa questa informazione per leggere le voci incontrate, mantenendo il significato dell’elemento nella colonna corrispondente. Un codice che descrive il luogo di utilizzo non sostituisce l’identificazione della coltura. Nella tua scheda di corrispondenza riporta separatamente l’entità e la funzione cui il codice appartiene.
La pagina distingue inoltre i codici storici non tassonomici nella sezione «Unclassified». Offre gli esempi NNNGG per cereali, NNNAA per piante da spezia e NNNZZ per ornamentali, spiegando che rimangono disponibili per gli utenti che ne hanno bisogno. [4]
Se incontri queste voci in un vecchio elenco, conserva il contesto della loro provenienza prima di sostituirle. Confronta il significato della voce con la classificazione adottata nello strumento successivo. Annota la corrispondenza nell’elenco di migrazione e mantieni visibile la differenza tra codice originario e destinazione selezionata.
Una superficie parzialmente trattata
Le note dell’allegato europeo prevedono di indicare, quando appropriato, quale frazione dell’unità o dell’area è trattata. Per gli ambienti con più livelli richiamano la superficie totale trattata. Queste precisazioni aiutano a leggere correttamente l’estensione riportata nel registro. [2]
In una nota di campo, distingui il riferimento utilizzato per localizzare il luogo dalla misura della parte effettivamente interessata. Se una superficie è suddivisa in settori, conserva la corrispondenza tra settore e documento dell’intervento. Se la nota comprende più livelli, identifica la grandezza utilizzata prima di trasferirla in una tabella unica.
Puoi predisporre una colonna descrittiva per chiarire la provenienza della misura: rilievo annotato, documento della superficie oppure quantità del materiale trattato. È una proposta per la tracciabilità interna del calcolo, utile quando un collaboratore deve confrontare il risultato con i documenti iniziali.
Consegnare l’anagrafica insieme ai dati
Prepara un dizionario di lavoro con nome aziendale, denominazione leggibile della coltura, codice selezionato e spiegazione delle abbreviazioni utilizzate. Se consegni il registro a un consulente, includi anche le corrispondenze dei luoghi e delle attrezzature richiamate nei documenti.
Fai una verifica su una voce botanica e su una situazione d’uso. Chiedi al destinatario di spiegare quale entità rappresentano e dove trova la relativa applicazione. Se i codici vengono letti come testo privo di significato, aggiungi una descrizione; se una denominazione è ambigua, risolvi la corrispondenza prima di replicarla nell’intero archivio.
Conserva l’elenco aggiornato insieme alla campagna, identificando chi ha preparato le corrispondenze. Questa consegna aiuta a mantenere comprensibili i dati quando cambi strumento di compilazione o quando una persona diversa deve leggere una registrazione precedente.
